un bel culo
faceva caldo, quel giorno. un caldo della madonna. ma anche di altre divinita' a cui ci si richiama genericamente per imprecare. la mia colt friggeva nella fondina e mi bruciava l'interno dell'ascella sudata. cercavo di non pensare all'odore che poteva esserci la' in fondo. avevo un appuntamento e volevo arrivarci bene, senza insicurezze. il sole attraverso il parabrezza della macchina mi colpiva la faccia, il petto e le gambe con violenza. mi feriva gli occhi e mi rompeva i coglioni in genere. niente aria condizionata, il finestrino tutto aperto serviva a poco meno di un cazzo. anche l'aria che entrava era calda. era tutto caldo, quel giorno. e io dovevo ammazzare quella testa di cazzo che un giorno era stata la mia donna. dovevo ammazzarla perche', da testa di cazzo, si era messa in un casino. aveva pestato i piedi sbagliati. la individuai nella folla. parcheggiai in divieto di sosta. la raggiunsi e le sparai in testa. i capelli svolazzarano, dandomi per un attimo l'illusione che si fosse alzato un po' di vento. invece no. era solo lo spostamento d'aria del colpo partito dalla mia pistola. un fiotto di sangue le usci' dal cranio e la puttana si accascio' a terra. la folla si disperse impaurita. la guardai un attimo, volevo fissarmi nella mente una sua ultima istantanea. anche da morta aveva un bel culo. Etichette: mac kennet-saw
























